Firenze, 15.07.2013 – Si è svolto oggi pomeriggio in una sala affollata presso gli uffici della Regione Toscana l'incontro tra i lavoratori della ex Isi di Scandicci, le istituzioni, il curatore fallimentare e le organizzazioni sindacali.

Richiesto per fare il punto della situazione, l'incontro ha visto intervenire Cgil, Cisl e Uil interessate a sapere dalla curatela se vi sono state 

ISI in regionemanifestazioni di interesse verso l'attività produttiva dell'azienda o verso lo stabile. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre proposto di riportare la discussione al tavolo del Ministero del Lavoro, dove fu raggiunto l'accordo per Isi firmato dall'allora ministro Sacconi.

Il dramma dei lavoratori sta nel fatto che la maggior parte di essi si trova in una fascia di età difficilmente ricollocabile e che un terzo di loro non ha accesso agli ammortizzatori sociali.

“Si tratta di una vertenza drammatica sottoscritta con un gruppo industriale multinazionale che ha presentato un piano industriale rivelatosi fallimentare e che dovrebbe quindi rientrare tra le crisi certificate dal Ministero dello Sviluppo Economico”, ha detto il Segretario Generale della Fiom/Cgil di Firenze Daniele Calosi. “Circa centoventi persone rimarranno senza copertura se non si trovano risorse e se si aspettano i tempi lunghi della giustizia. Come FIOM chiediamo che, laddove l'area troverà un soggetto interessato a far ripartire un'attività al suo interno, esso sia vincolato ad assumere i disoccupati Isi”.

L'assessore Gianfranco Simoncini si è reso disponibile a partecipare ad un incontro presso il Ministero ribadendo che la pressione della Regione sul Governo è continua ma che la situazione, a livello nazionale, è all'estremo. La Regione inoltre ha concordato una richiesta formale al nuovo direttore dei servizi, Perrone, per avere un'interpretazione, un parere che riconosca la cassa integrazione come valida per coprire le ventisei settimane non riconosciute ad alcuni lavoratori Isi. Sembrerebbe esserci una possibilità ma ancora nulla è stato deciso in maniera definitiva.

Il curatore fallimentare, il Dottor Pilla, è intervenuto dicendo che la questione dal punto di vista legale è aperta sia sul versante penalistico dove, pur trattandosi ovviamente di una questione oggetto di attenzioni, non si sanno ancora le tempistiche, sia su quello civilistico dove è stata richiesta un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci nonché il sequestro dei beni. Neanche questo aspetto è stato ancora definito. Il Dott. Pilla ha dichiarato inoltre di ricevere richieste di informazioni relative alla vendita dell'immobile, dell'impianto e delle attrezzature, ma ad oggi nessuna di queste richieste si è poi effettivamente concretizzata.

I lavoratori pur capendo il problema a monte, non sono riusciti a trattenere la rabbia, e si sono lamentati anche della scarsa ricollocazione di coloro che hanno frequentato i corsi di formazione della Provincia.

A conclusione dell'incontro la Regione ha ribadito l'impegno a non lasciare irrisolta questa vicenda. Cgil, Cisl e Uil regionali e Fiom, Fim e Uilm provinciali hanno chiesto l'incontro presso il Ministero del Lavoro.  

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