Roma, 14.01.2014 - Esaminate le manifestazioni di interesse Pirelli ha comunicato di essere, ad oggi, nella fase finale di una negoziazione esclusiva col gruppo Bekaert. Questa la situazione che i responsabili della Relazioni Industriali del gruppo Pirelli hanno riportato oggi ai al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, alla presenza dei rappresentanti sindacali confederali e di categoria di Cgil Cisl e Uil, dell'Assessore Regionale Gianfranco Simoncini, degli onorevoli del territorio Elisa Simoni e David Ermini e del Responsabile ministeriale dell'Unità di Crisi.

Le organizzazioni sindacali, hanno espresso forti perplessità in merito alla trattativa con il competitor belga e ritengono inaccettabile che Pirelli le abbia tenute all'oscuro pretendendo adesso una pronta chiusura della stessa senza fornire ulteriori chiarimenti. Lo smembramento di un asset come quello dello steel cord se può avere buone ragioni finanziarie, non ne ha per il territorio e per lavoratori che sono stati determinanti per la qualità e per lo sviluppo del prodotto cordicella nel mondo.

 I segretari generali di Fim, Fiom e Uilm provinciali, Alessandro Beccastrini, Daniele Calosi e Davide Materazzi, anche in rappresentanza delle strutture nazionali ed in accordo con le istituzioni, hanno poi proposto all'azienda di proseguire il confronto a condizione che, almeno per i prossimi 5 anni, vengano fornite alcune garanzie irrinunciabili:

 Pirelli dovrà fornire garanzie commerciali all'acquirente, assicurando ad esso l'acquisto di volumi produttivi importanti, mentre l'acquirente -qualunque esso sia- dovrà innanzitutto presentarsi al tavolo della trattativa, presentare un piano industriale che valorizzi Figline e garantire il mantenimento dei livelli occupazionali dello stabilimento.

 Le parti si sono aggiornate a martedì prossimo, 21 gennaio alle ore 10,30 prendendo così una settimana di tempo utile per fare il punto e per consentire il palesamento di altri eventuali interessati.

 I lavoratori, che oggi sono partiti con 5 pullman dallo stabilimento per presidiare, anche sotto la pioggia, la sede del Ministero, hanno indetto per quella giornata altre 8 ore di sciopero davanti ai cancelli.

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