Roma, 29.01.2014 - Decine di lavoratori della Shelbox sono partiti stanotte alle 2 con le loro famiglie,  dal piazzale antistante la fabbrica, in direzione Roma, per partecipare all'udienza generale del mercoledì di Papa Francesco.

Shelbox papaSui due pullman, coordinati da Massimo Simoncini e Maurizio Garofano della Rsu Fiom, anche il Sindaco di Castelfiorentino, il Presidente della Camera di Commercio di Firenze e Yuri Campofiloni della Fiom Cgil di Firenze. 

L'azienda è fallita, si cerca un nuovo investitore ma anche l'ultimo incontro in Regione, tenutosi lo scorso lunedì, si è concluso con un nulla di nuovo. Il 5 marzo scadrà la cassa integrazione, e se entro quella data non si presenterà nessuno disposto se non a rilanciare l'attività, almeno a firmare una lettera d'interesse accompagnata da un piano industriale, in 130 si vedranno negare il prolungamento della cassa integrazione e scatterà la mobilità.

Loro, forti e determinati avevano scritto al Papa "Santità, le chiediamo di risponderci, perché le sue parole ci darebbero un grande sostegno nell'affrontare anche i momenti più duri che la crisi ci riserva" e Monsignor Giovanni Momigli, dirigente dell’ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Firenze, si è adoperato per organizzare la "trasferta" dei lavoratori all'udienza.

E così stamattina alle 7 erano già in un'affollata Piazza San Pietro, con la speranza che almeno una delegazione potesse consegnare al Papa i regali preparati, tra i quali stampe, libri, la spilla della Fiom e la maglietta autografata dagli operai, ma soprattutto che l'incontro potesse portare una buona dose di esposizione mediatica attraverso un riferimento alla situazione della Shelbox.

Speranze che non sono andate deluse. Sono infatti le 11 circa quando Bergoglio saluta i fiorentini della Shelbox e prosegue: "Mi rivolgo a tutte le istanze affinché si faccia ogni sforzo perché il lavoro, sorgente di dignità, sia la preoccupazione centrale". La delegazione applaude emozionata. "Ci siamo trovati di fronte una persona umile, disponibile, esattamente come ce l'aspettavamo" rivela Garofano; "Papa Francesco ha dimostrato ancora una volta la sua sensibilità nei confronti del grande tema del lavoro, che non è solo un problema economico, materiale, ma è anche psicologico. Tutti siamo rimasti molto colpiti, in particolare, quando ha detto che il dramma non è soltanto la mancanza di pane, ma il non sentirsi più in grado di procurare il pane alle proprie famiglie. Parole che ci incoraggiano a proseguire nella nostra lotta, nella quale rientra naturalmente, nel breve termine, anche la questione degli ammortizzatori sociali".

"Difendere il lavoro significa difendere anche la dignità delle persone, questo ciò che il Papa ci ha detto e che noi cercheremo di attuare in questa corsa contro il tempo, alla ricerca di un imprenditore pronto a rilevare l'azienda anche cambiando la tipologia di attività" è il commento di Campofiloni della Fiom fiorentina. "Le parole del Papa ci danno fiducia e ci incoraggiano a fare tutto il possibile per per salvare il futuro di 130 famiglie della Valdelsa".

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