Sua Santità,

con la presente sono a ringraziarLa per l'attenzione che Lei ha voluto rivolgere alla vicenda Shelbox di Castelfiorentino. Non è stato, da parte Sua, un semplice atto di cortesia, ma la Sua figura raccoglie un vasto consenso nell'opinione pubblica, fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento sia per i credenti che per i non credenti.

La crisi che sta attraversando il mondo del lavoro è una crisi che spesso viene vissuta in solitudine da migliaia di lavoratrici e lavoratori. Riuscire a portare all'attenzione di una così vasta platea le problematiche quotidiane di queste e tante altre persone, come Lei ha fatto, mi ha reso particolarmente orgoglioso.

I valori del cristianesimo, che Lei ha richiamato anche nell'incontro con i ragazzi della Shelbox sono gli stessi valori che noi, come dirigenti di un'organizzazione sindacale, portiamo ogni giorno come elemento caratterizzante della nostra azione: difendere i più deboli, valorizzare il lavoro dell'uomo come segno di emancipazione dello stesso, difenderlo ad ogni costo. Il lavoro è “sorgente di Dignità”, è vero. Non ci sono “differenze ideali” in questo, ma un'unione di intenti, seppure in esperienze diverse.

La Chiesa fiorentina ha sempre dimostrato sensibilità rispetto a queste tematiche, ed oggi questa sensibilità la ritroviamo come parte centrale della Sua azione Pastorale.

Per questo La ringrazio ancora, anche a nome dei lavoratori Shelbox e della FIOM CGIL Fiorentina.

 

DANIELE CALOSI

SEGRETARIO GENERALE

FIOM CGIL FIRENZE

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