Castelfiorentino, 24.02.2014 - Sono partiti questa mattina dal presidio percorrendo il centro di Castelfiorentino in un pacifico corteo oltre 60 lavoratori della Shelbox. Giunti al Palazzo Comunale lo hanno occupato chiedendo al Sindaco di essere ascoltati e lanciando così l'ennesimo SOS per scongiurare il rischio di ritrovarsi, dal 5 marzo prossimo, senza alcun ammortizzatore.

shelbox comuneDall'incontro in Provincia avvenuto qualche giorno fa alla presenza della Rsu, dell'Assessore Regionale Gianfranco Simoncini e dal curatore fallimentare, Mario Marchini, i lavoratori erano usciti senza nessuna novità ma con la convinzione di avere tutti i presupposti per accedere al rinnovo della Cassa Integrazione per altri sei mesi, in quanto rispetto ai 147 dipendenti di un anno fa, 23 si sono licenziati, 40 hanno trovato un impiego temporaneo e dunque oltre il 30% dei lavoratori al momento non usufruisce dell'ammortizzatore sociale. 

Oggi invece la notizia che il Giudice accetta la richiesta di proroga vincolandola però alla firma delle liberatorie individuali dei lavoratori che, nel caso in cui il Ministero non concedesse l'approvazione, lascerebbero i lavoratori privi di qualsiasi ammortizzatore.

"Questa richiesta ha colto tutti di sorpresa, anche il curatore fallimentare era del nostro avviso" afferma Stefano Cortini della Fiom Cgil di Firenze. "Ciò rappresenta un caso senza precedenti ed è per questo inaccettabile."

La Rsu ha chiesto pertanto al Sindaco di intervenire subito. Dopo una consultazione con le maestranze Occhipinti ha scritto due lettere: una al giudice delegato per invitarlo a rivedere la sua posizione e per confermare al curatore che quell'area rimarrà a destinazione produttiva; l'altra alle istituzioni, Provincia e Regione per condividere anche col Governo questa posizione e fissare al più presto un nuovo incontro.  

Intanto l'azienda andrà alla prima convocazione dell'asta e la situazione, già difficile, si preannuncia ora drammatica.

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