Fim e Fiom denunciano la scarsa considerazione ricevuta dal Sottosegretario De Vincenti: “ha avallato le logiche finanziarie dell’azienda”. I sindacati chiedono l’intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Firenze, 10.03.2015 - Per protestare contro la mancanza di certezze sul loro futuro da parte aziendale, i lavoratori Esaote di Firenze hanno indetto, nell’assemblea di ieri, lo stato di agitazione che si é concretizzato in due ore di sciopero tra ieri e oggi e che vedrà ulteriori azioni a partire da domani. 

Contemporaneamente Fim e Fiom hanno chiesto un incontro al Prefettoper sollecitare la convocazione al Ministero dello sviluppo economico, preannunciata per il 25 febbraio nell’incontro con la Regione e poi cancellata per motivi oscuri. Stamani giravano voci su una convocazione del Mise agli enti locali per domani alla quale non sono però stati invitati i rappresentanti dei lavoratori.

I lavoratori chiedono la ricostituzione del reparto ‘Ricerca e sviluppo’ a Firenze visto che ad oggi sono usciti da questo reparto 17 lavoratori su 22 e ribadiscono l'indisponibilità alla cessione del ramo del reparto produttivo risonanza magnetica genovese.

I lavoratori denuncianola mancanza degli investimenti più volte promessi sull’ampliamento del reparto sonde, la creazione del polo logistico e del centro di formazione che per Firenze dovrebbe compensare, secondo i piani aziendali, la perdita di competenze e di personale e riportare così i livelli occupazionali a 232 unità. Tutto questo mentre c'è un potenziamento di ‘Ricerca e sviluppo’ e di produzione sonde verso lo stabilimento olandese a danno di quello fiorentino.

Fim e Fiom di Firenze denunciano la scarsa considerazione che il Mise, nella persona del Sottosegretario De Vincenti, ha tenuto nei loro confronti nella vertenza Esaote, avallando, con un atteggiamento attendista, le logiche finanziarie dell’azienda a discapito di quelle industriali, care ai lavoratori per il rilancio dell’azienda e presentate a giugno del 2014 nel loro piano industriale alternativo.

Fim e Fiom di Firenze, che chiederanno anche l’intervento della Presidenza del Consiglio nella vertenza, auspicano una pronta ripresa del confronto e invitano le Istituzioni a continuare a sostenere le posizioni dei lavoratori, così come fatto sino ad ora, al fine di salvaguardare il patrimonio industriale e l’occupazione di Esaote.

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