Firenze, 20 aprile 2015 - Riportiamo di seguito il testo della lettera che la RSU Esaote Firenze ha inviato oggi al capo del Governo.

Gentile Presidente del Consiglio dei Ministri,

Le scriviamo per chiedere che intervenga personalmente nella vertenza Esaote, al fine di portare costruttivamente a conclusione il tavolo istituzionale che dovrebbe salvaguardare un'eccellenza industriale ed innovativa che sta seriamente rischiando di essere definitivamente compromessa.

Esaote ha due stabilimenti produttivi in Italia, uno a Genova ed uno a Firenze, che sviluppano prodotti per MRI dedicata ed ultrasuoni. Nel recente passato, Lei ha avuto modo di conoscere anche di persona la nostra azienda durante il Suo mandato come Sindaco di Firenze: ricorderà, forse, che la nostra realtà industriale era impostata sulla ricerca tecnologica e sull'innovazione delle applicazioni; il rapporto tra management e lavoratori era basato su un rispetto reciproco ed una condivisione degli obiettivi. Queste condizioni ci hanno permesso di essere leader mondiali e di competere con tutte le più grandi multinazionali, da General Electric a Siemens, Hitachi, Philips.

Le condizioni sono cambiate nel Maggio scorso, quando l'Azienda ci ha presentato un Piano Industriale che prevedeva, oltre ad esuberi e cessioni di rami d'azienda, l'esternalizzazione della produzione MRI di Genova e la deportazione del centro di R&D SW ultrasuoni da Firenze a Genova. Queste ultime due operazioni mettevano a rischio, a nostro avviso, la tenuta dell'intera azienda, perché decretavano, nei fatti, sia la fine del reparto di Risonanza Magnetica, sia la cancellazione del know-how di un intero reparto di progettazione, fondamentale per lo sviluppo dei nuovi prodotti di ultrasuoni.

Come elementi compensativi l'Azienda intendeva ricreare il centro SW ultrasuoni a Genova e investire a Firenze per creare il centro della progettazione e produzione di sonde ecografiche, il polo logistico mondiale e un customer center.

I fatti, purtroppo, stanno invece confermando le nostre preoccupazioni: il reparto SW fiorentino è stato praticamente annullato, il progetto generale sulla risonanza rimane fumoso, gli investimenti promessi non stanno prendendo forma. La situazione di Firenze, però, continua ad aggravarsi, perché le promesse di incrementi produttivi ed occupazionali sono già state smentite dall'Azienda stessa: fino a poco tempo fa, essa dichiarava di voler raddoppiare i numeri di sonde prodotte a Firenze, con relativo aumento del personale; oggi, dopo il recente cambio nelle posizioni aziendali apicali (Amministratore Delegato, Presidente), parla solamente di un mantenimento degli attuali livelli produttivi ed occupazionali, in attesa di una successiva rivalutazione complessiva, che, è facile prevedere, metterà lo stabilimento fiorentino in competizione col sito produttivo olandese. 

La nostra vicenda si trascina ormai da quasi un anno, un anno che ha visto una forte contrapposizione tra i tentativi dei lavoratori di affrontare con l'Azienda i problemi nel merito e le posizioni manageriali, sempre tese ad evitare un confronto serio e diretto ed improntate solamente ad imporre la propria volontà, purtroppo senza valutare adeguatamente l'effetto di determinate azioni.

Questo possono confermarlo le Istituzioni che ci hanno supportato fin dall'inizio di questa vicenda: primi tra tutti i Comuni di Firenze e Genova, che hanno capito fin da subito il potenziale pericolo nascosto dietro il Piano aziendale. Ci dispiace dire che le Istituzioni regionali non siano state altrettanto incisive: la Regione Liguria non ha mai fatto mistero di appoggiare la visione aziendale, mentre la Regione Toscana si è forse fidata troppo delle rassicurazioni ricevute dall'Azienda, che, ad oggi, dopo il cambio di due Amministratori Delegati e due Presidenti, sono ancora e solo delle promesse verbali.

Dobbiamo anche dire che la posizione tenuta nei mesi passati dal Ministero dello Sviluppo Economico ci ha fortemente delusi: a parole ha assunto il ruolo di mediatore ed arbitro per la strategicità riconosciuta alla nostra ditta; nei fatti ha messo in atto una tattica attendista, che ha permesso all'Azienda di attuare quasi totalmente un piano che, oggi, ci mette in difficoltà con il mercato in cui competiamo, con i nostri clienti e la nostra credibilità. Riconosciamo però che nell'ultimo incontro al Ministero, tenutosi il giorno 8 Aprile u.s., il Vice Ministro De Vincenti ha cercato personalmente di imprimere una svolta alla stagnazione del dialogo, ma l'Azienda, a distanza di pochi giorni, già non onorava gli impegni presi al tavolo istituzionale, cercando di escludere le OO.SS. dal confronto.

Oggi ci rivolgiamo a Lei perché si possa davvero garantire la solidità del futuro di Esaote e la sopravvivenza dello stabilimento fiorentino, che rischia di pagare il prezzo più alto alla fine di questa vicenda: la città di Firenze ha già perso un patrimonio di importantissime competenze; a breve-medio termine potrebbe perdere una delle poche realtà industriali manifatturiere di alta tecnologia che ancora esistono sul territorio. 

Comprenderà quindi che non possiamo più permetterci di attendere, perché è a rischio non solo una realtà industriale di eccellenza, non solo il destino di centinaia di lavoratori, ma anche una visione nazionale di ciò che è strategico o meno per questo Paese, di ciò che il Governo considera o meno patrimonio industriale, di ciò che la politica riuscirà a proiettare in un futuro di sviluppo o a gettare in pasto a delle logiche puramente finanziarie.

Queste tematiche, paradossalmente, sembrano essere care solo a chi lavora, poiché quando un lavoratore difende il proprio posto di lavoro, non lo fa solo per un interesse personale, ma anche per un interesse collettivo: la salvaguardia delle industrie e del loro patrimonio di conoscenze e competenze, che l'intero Paese dovrebbe considerare una ricchezza.

Presidente, non ci lasci soli a difendere qualcosa che ci arricchisce  tutti come cittadini e come italiani: il patrimonio industriale, purtroppo, non è una risorsa illimitata ed è facilissimo da perdere, faticosissimo da ricostruire.

 

Certi di un Suo riscontro, Le porgiamo i nostri saluti.

RSU Esaote Firenze

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