Scarperia, 19.5.2015 - Nella giornata di ieri la Rosss Spa di Scarperia e San Piero, azienda produttrice di strutture metalliche per la gestione degli spazi industriali e commerciali, ha aperto per il suo tramite Confindustria Firenze, una procedura di licenziamento collettivo per nove lavoratori.

Alla luce di quanto già fatto presente negli incontri tenuti con la direzione nei mesi scorsi, riteniamo tale iniziativa inopportuna ed inaccettabile.

Pertanto in relazione a quanto già espresso nell'ordine del giorno approvato dall'assemblea del 9 aprile scorso i lavoratori hanno proclamato da subito lo sciopero degli straordinari e si riservano di indire iniziative di mobilitazione nei prossimi giorni. 

Il Segretario Generale della Fiom Daniele Calosi ha così così commentato “La scelta della Rosss di procedere unilateralmente al licenziamento di nove lavoratori è un atto di prepotenza senza eguali nella lunga storia di relazioni sindacali di quest'azienda e nella nostra provincia. Non ci troviamo di fronte ad una ristrutturazione aziendale come tante altre gestite in accordo con la Fiom, bensì ad una volontà esplicita di procedere a dei licenziamenti mirati e ancor più grave è che l'azienda sia di proprietà del Presidente uscente di Confindustria Firenze. Tutto ciò per noi è inaccettabile. Facciamo appello al Comune di Scarperia e San Piero, alla Città Metropolitana di Firenze ed alla Regione Toscana affinchè ci aiutino ad evitare un dramma sociale per nove famiglie.

Tra l'altro ciò avviene in un momento in cui la Rosss chiede ai lavoratori prestazioni straordinarie e turni quasi a ciclo continuo perchè in presenza di lavoro e di ordini, pertanto la logica di questi licenziamenti è dettata da motivazioni che esulano dalle necessità di riorganizzazione aziendale.

Non vorremmo che questa vicenda fosse la cartina di tornasole delle volontà politiche di Confindustria, volontà che si traducono con il potere unilaterale del datore di lavoro nel rapporto con i propri dipendenti. Queste posizioni ideologiche devono essere stigmatizzate per riportare il confronto su un terreno di corrette relazioni sindacali.”

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