Firenze, 28.03.2018 - Sono queste le parole che tutti i giorni, da anni, ripetiamo in ogni assemblea, in ogni dibattito e in tutte le aziende. Poi arriva una giornata come quella di oggi e ci ritroviamo a contare le ennesime vittime del lavoro, morti e feriti gravi, famiglie distrutte e vite spezzate.
Tutto questo succede in Toscana, a Livorno, a Massa, a Terranuova Bracciolini.

Come Fiom/Cgil di Firenze, anche attraverso il nostro Coordinamento RLS, da anni denunciamo un inaccettabile e pericoloso abbassamento dei livelli di guardia sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, non ultima la segnalazione riguardante l’accorpamento amministrativo a livello regionale dei servizi di prevenzione e salute avvenuta ad agosto di quest’anno. Se da un lato le aziende devono investire di più e con più efficacia sulla sicurezza, dall’altro le istituzioni devono vigilare sempre più e sempre meglio su quanto accade nei luoghi di lavoro e intervenire con fermezza e decisione lì dove le regole e le leggi non vengono rispettate. Un coordinamento costante tra tutti i soggetti impegnati su questo fronte è l’unica risposta che può essere data, perché le morti e i feriti non sono mai frutto della casualità, ma semplicemente e tragicamente sono la diretta conseguenza della mancata applicazione da parte delle aziende delle regole sulla salvaguardia della salute e sicurezza.

Oggi il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime alle quali esprimiamo tutta la nostra più profonda e sincera solidarietà e vicinanza.
Bisogna però lavorare ancora molto sul fronte della sicurezza, le leggi di mercato e di bilancio non possono dettare anche i modi e i tempi di intervento sulla salute delle persone che tutti i giorni devono lavorare per poter vivere, siamo esseri umani e come tali pretendiamo di essere trattati.

La ricorrenza del 1°maggio quest’anno sarà dedicata proprio al tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro: per ricordare che il lavoro è emancipazione e non può essere invece sinonimo di tragedia.

Fiom Cgil Firenze

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