Calosi (Fiom Cgil), non capiamo perché a fronte di richieste di nuovi volumi non si confermano i 23 interinali e si manda il lavoro in Slovacchia o in Romania. Nei prossimi giorni assieme a Fim e Uilm invieremo richiesta d'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico.

“Assieme ai compagni di ABVV Metaal, la categoria dei metalmeccanici fiamminghi, chiederemo attraverso il CAE, Comitato Aziendale Europeo, che si riunirà in ristretta lunedì 2 luglio a Bruxelles, se l’azienda vuole continuare ad investire e a produrre in Italia. Nello stabilimento Bekaert di Figline si lavora sette giorni su sette per ventiquattro ore al giorno, non siamo meno produttivi di altri stabilimenti, per questo non capiamo perché quando arrivano richieste di volumi, queste vadano altrove, in Slovacchia o in Romania, e a Figline invece non vengono rinconfermati i contratti a 23 lavoratori interinali. Siamo preoccupati, non vorremmo fosse una volontà di allocare produzioni nei Paesi con manodopera a basso costo.
Per questo abbiamo condiviso le nostre perplessità con gli europarlamentari italiani Massimo Paolucci, Nicola Danti e Simona Bonafè che si sono assunti l'impegno di chiedere all'azienda, attraverso la Commissione Europea, chiarimenti in merito alla possibile diminuzione degli investimenti in Italia.
Nei prossimi giorni assieme a Fim e Uilm invieremo richiesta d'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, luogo preposto dove abbiamo firmato l'accordo di vendita da Pirelli a Bekaert, e porremo la questione anche ai neoeletti parlamentari del territorio”.

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