Campi Bisenzio, 4.09.2018- Davanti ai cancelli della Signorini Rubinetterie di Campi Bisenzio, una manifattura con quasi cento anni di storia. I lavoratori sono in presidio con sciopero.

Durante le ferie la proprietà ha inviato le lettere di licenziamento a 3 lavoratori. Questi al rientro si sono presentati perché i provvedimenti non sono ancora effettivi e l’azienda ha chiamato i carabinieri per farli allontanare.

 

Da 17 dipendenti ne rimarrebbero 14, un’operazione fatta apposta per portare il numero dei lavoratori sotto i 15, far sì che abbiano meno diritti (e perdano l’accesso eventuale agli ammortizzatori sociali) e togliere così di mezzo le rappresentanze sindacali.
“Alla Rubinetterie Signorini – dice il Segretario Generale della Fiom Cgil di Firenze Daniele Calosi - sta accadendo nel piccolo quello che avviene alla Bekaert di Figline. Soltanto che qui i dipendenti sono molti meno e quindi hanno meno visibilità ed è per questo che ci saranno una serie di manifestazione coinvolgenti anche il centro di Campi Bisenzio. Noi chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti, chiediamo che venga fatta chiarezza rispetto al futuro dell’attività.”

 

Gli hotel di lusso di Firenze e non solo montano i loro rubinetti, fatturano oltre 2 milioni di euro l’anno. Un’attività come questa non può essere minacciata da una dirigenza miope, senza una politica commerciale, piuttosto sia messa in vendita per dare ad altri la possibilità di risollevarla.
“A giugno quando abbiamo chiesto, con una riunione in Regione di presentare il piano industriale – dice il funzionario Fiom Andrea Vignozzi – l’azienda non si è presentata. Non accettiamo di fare la trattativa sotto ricatto, chiediamo il rinvio dei licenziamenti”.
La prossima settimana faremo un’iniziativa pubblica invitando le istituzioni e intanto in fabbrica prosegue lo stato di agitazione.

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