Firenze, 27/06/2013 - A Figline Valdarno, fin dal 1960, il Gruppo Pirelli SPA ha uno stabilimento metalmeccanico che produce Steel Cord, cioè la cordicella metallica necessaria alla realizzazione dei pneumatici.

Questo sito, che attualmente vede occupati 390 dipendenti tra la provincia di Firenze e quella di Arezzo, ha rappresentato e rappresenta tutt'oggi, una delle realtà industriali più significative per il territorio, insieme anche all'indotto dove sono occupati altrettanti lavoratori.

Il Gruppo Pirelli Spa possiede altri 5 stabilimenti all'estero che producono cordicella metallica, nello specifico in Cina, Brasile, Turchia, Germania e Romania, ma quello di Figline Valdarno è strategico poiché, fin dalla sua nascita, è l'unico che studia ricerca e sviluppa materiali di rinforzo per l'industria del pneumatico; quindi da questo dipendono anche le produzioni estere.

Nonostante la Società abbia avuto un utile di 398 milioni di euro nel 2012 (con un incremento pari al 27% dell'anno precedente) ed abbia investito ben 8 milioni di euro a cavallo tra 2011 e 2012, nel mese di marzo 2013 apprendiamo dalla stampa che, non considerando più strategica la produzione interna dello Steel Cord, il Gruppo Pirelli SPA ha conferito mandato esplorativo ad Intesa San Paolo e HSBC per cercare un soggetto interessato all'acquisto del ramo d'azienda con sede a Figline Valdarno.

Tale operazione dovrebbe avvenire in un arco temporale che va da 6 a 9 mesi.

Come organizzazione sindacale abbiamo subito allertato tutte le istituzioni: Comune di Figline Valdarno, Provincia di Firenze e Regione Toscana che, responsabilmente, si sono attivate per essere costantemente aggiornate circa gli sviluppi della vicenda.

Nel mese di maggio si è tenuto un incontro a Milano nel quale il Gruppo ha manifestato la volontà di non produrre più internamente lo Steel Cord ed ha confermato il mandato di conferimento per una possibile vendita parziale o addirittura totale delle quote azionarie dello stabilimento di Figline; quest'ultimo inoltre confluirà in una Newco, sempre di proprietà del Gruppo Pirelli SPA, tramite cessione di ramo a partire dal 1 luglio 2013.

Tale operazione infatti permetterà di misurare meglio il valore della transazione stessa.

Siamo molto preoccupati per la sorte di questa fabbrica e per quella di tutte le persone che vi lavorano, infatti, chiederemo un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico.

Apprezziamo intanto l'interessamento delle istituzioni locali che monitorando la situazione, fanno ancora pensare che possa esistere, per lo meno in questa Regione, una politica sana che si occupa in modo reale dei temi del lavoro.

Questa vicenda comunque si inserisce perfettamente, purtroppo, nel processo di deindustralizzazione che il nostro paese sta attraversando e tutto ciò accade senza che chi ci governa ne abbia la percezione e di conseguenza se ne occupi.

Troppo spesso le organizzazioni sindacali, insieme alle istituzioni locali, si trovano a gestire situazioni di aziende in crisi che non trovano soluzione e la sola gestione degli ammortizzatori sociali, che eventualmente ci sono a disposizione, è la sola cosa che rimane da fare. Quando un sito produttivo chiude non si perdono solo posti di lavoro ma anche competenze che a volte sono espressione di tradizione tipica del territorio specialmente nella produzione manifatturiera toscana, alla quale però rimane solo da pagare il conto.

L'immobilismo di questi ultimi anni di governo rispetto alle politiche industriali in questo paese è insopportabile.

L'economia reale e la coscienza collettiva... un ricordo per i più grandi... una chimera per i giovani.

Claudia Ferri

Segreteria FIOM/CGIL di Firenze, Responsabile Chianti-Valdarno

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