Empoli, 02.09.2015 – Si aggiornerà il 10 settembre prossimo il tavolo di crisi per la Twin Disc di Limite sull'Arno.

Lo scorso 7 agosto l'azienda, una multinazionale operante nel settore navale, aveva aperto le procedure per l'avvio della cassa integrazione straordinaria per tutti i 54 dipendenti a fronte della crisi che da anni investe il comparto navale.

“Questa mattina all'incontro tenutosi in Città Metropolitana, i dirigenti si sono presentati al tavolo con la richiesta di cassa integrazione per crisi e con il progetto di attuare un riassetto ed una ristrutturazione aziendale profonda anche in termini occupazionali” spiega Iuri Campofiloni della Fiom Cgil di Firenze che prosegue: “Come organizzazione sindacale, assieme alla Rsu abbiamo però replicato che per noi la firma dell'ammortizzatore è vincolata alla presentazione di un piano industriale concreto e di investimenti e prospettive.”

L'azienda, come richiesto dalla Fiom, si è impegnata a presentare un piano industriale che anticiperà ai dipendenti ed alla Fiom.

Nel pomeriggio di oggi i lavoratori riuniti in assemblea hanno poi chiesto che sia attivato quanto prima il tavolo politico-istituzionale per l'unità di crisi affinchè intervenga con una strategia atta a mantenere un'attività così importante sul territorio della città metropolitana.

La richiesta - precisa Campofiloni - è motivata anche da un'ulteriore problematica che preoccupa non poco: l'azienda ci ha infatti palesato che il contratto di affitto del sito industriale è scaduto, che attualemente si è in proroga e che l'intenzione della dirigenza è quella di lasciare l'immobile. Una situazione che ci fa pensare che la Twin Disc intenda passare da un assetto produttivo ad uno prettamente commerciale e di servizio.

Sono 3 anni ormai che l'azienda ricorre agli ammortizzatori sociali a causa di una crisi del settore che viene da lontano ma che è stata di certo amplificata dal continuo e progressivo disimpegno e dalla carenza di investimenti della multinazionale nell'attività.

Accogliamo dunque positivamente l'accettazione della presentazione di un piano industriale che ci riserviamo di valutare in sede di assemblea insieme ai lavoratori prima del nuovo incontro.”  

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