Milano, 16 gennaio 2018. Continua la triste conta delle morti sul lavoro. Quasi 1000 nel solo 2017, tre al giorno, e siamo nuovamente e tristemente a chiederci “ma è lavoro o è una guerra?”.

Ci troviamo di fronte a numeri impressionanti che farebbero saltare dalla sedia chiunque, anche i meno attenti e sensibili. Ma quando si tratta di lavoratrici e lavoratori che perdono la vita, passata l'emotività del momento, tutto pare torni a scorrere “normalmente”.

Come coordinamento dei delegati RLS della Fiom CGIL di Firenze abbiamo da sempre denunciato- troppo spesso in solitudine- le numerose disattenzioni e la leggerezza con cui si trattano e si affrontano le problematiche legate alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. I lavoratori tragicamente morti a Milano ci impongono una riflessione ulteriore che non può fermarsi al cordoglio e alla solidarietà verso le famiglie che non hanno visto tornare a casa i propri cari. Per questo dobbiamo continuare a fare ciò che è in nostro potere e impedire che si continui su questa strada, lastricata di indifferenza e di superficialità che coinvolge tutti quei soggetti che hanno un ruolo in materia di diritto e lavoro nel nostro Paese.

Fermamente diciamo BASTA a questa strage!

La parola prevenzione deve venire prima del cordoglio, la parola sicurezza prima di produttività, la parola diritti prima dell'interesse economico. Per questo chiediamo alla nostra Confederazione di avviare un percorso che porti a una mobilitazione generale sui temi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Lo dobbiamo fare da subito: fermiamo questa guerra silenziosa!

A pochi giorni dalle elezioni chiediamo a tutte le forze politiche in campo, che le condizioni materiali delle persone che lavorano per vivere, siano al centro dei programmi elettorali e rappresentino una priorità nelle agende e nelle urgenze del Paese affinché un impegno serio e fattivo impedisca che altri lavoratori restino vittime prima di tutto dell'indifferenza.

Iuri Campofiloni

Responsabile Sicurezza Fiom Cgil Firenze

 



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