Firenze, 07/06/2013 - Con la rottura del tavolo, la FIOM Fiorentina, facendo seguito anche all'interpellanza che pubblichiamo e alla risposta del Viceministro Caliendo, anch'essa pubblicata in calce, richiede l'intervento del Governo e del Ministero su Selex ES.

Atto Camera

Interpellanza 2-00074
presentato da
NARDELLA Dario
testo di
Giovedì 6 giugno 2013, seduta n. 30
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, per sapere – premesso che:
la situazione delle aziende Selex Galileo e Selex Elsag, operanti nell'alta tecnologia delle comunicazioni satellitari e nell'elettronica per la difesa delle telecomunicazioni, facenti capo al gruppo Finmeccanica, desta preoccupazioni che attengono al presente e al futuro delle aziende per le scelte strategiche e i comportamenti concreti del vertice Finmeccanica;
le vicende recenti delle due aziende sono state oggetto di più atti di sindacato ispettivo in Parlamento nel corso della XVI legislatura e, in particolare, Selex Galileo di Campi Bisenzio (Firenze), azienda, storicamente radicata nel territorio fiorentino, è stata esclusa dal bando indetto dall'Agenzia spaziale italiana (Asi) per la realizzazione del satellite ottico Opsis;
per quanto riguarda Selex Elsag, nata nel 2011 dalla fusione tra Selex communications e Elsag Datamat, è un'azienda leader in Italia per la tecnologia Tetra – adottata dall'Unione europea come standard digitale per le comunicazioni radio sicure delle forze di polizia, necessaria per l'ammodernamento dell'intero sistema di radiocomunicazione delle forze dell'ordine – il cui progetto è stato rifinanziato (10 milioni di euro per il 2013 e 50 milioni per il 2014) con l'approvazione dell'articolo 1, comma 209, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (cosiddetta legge di stabilità 2013);
al fine di ricomporre il settore dell'elettronica per la difesa e la sicurezza all'interno del gruppo Finmeccanica, a settembre 2012 si è proceduto al raggruppamento delle società interamente controllate da Finmeccanica, con la nomina ad amministratore delegato di Fabrizio Giulianini;
il 5 aprile 2013 è stato presentato il piano di riorganizzazione e razionalizzazione del gruppo. A riguardo, senza che sia ancora chiaro a quanto ammontino gli investimenti della nuova Selex Es, il rilancio della conglomerata dell'elettronica per la difesa passa attraverso 2.529 esuberi complessivi (di cui 1938 italiani) e la chiusura di circa 25 siti tra Italia e Gran Bretagna;
Finmeccanica rappresenta il primo gruppo industriale italiano per investimenti nell'alta tecnologia e in attività di ricerca e sviluppo, nonché il secondo gruppo manifatturiero in Italia;
Selex Es rappresenta una realtà fondamentale per la Toscana con gli insediamenti della ex-Galileo e dell'ex-Elsag nell'area fiorentina, dell'ex-Amtec nell'area dell'Amiata, oltre a quelli di Pisa, Cecina e Bologna;
forte è la preoccupazione per le scelte aziendali, con l'incognita di quanto tali esuberi potranno incidere sul territorio toscano, in considerazione della scelta di chiudere i progetti legati alla radaristica, finora sviluppati nell'unico stabilimento di Selex destinato a rimanere aperto a Campi Bisenzio –:
se e come il Governo intenda operare in relazione al negoziato tra la controllante Finmeccanica, le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali in merito al piano di riorganizzazione di Selex Es, al fine di garantire che le scelte di Finmeccanica vadano nella direzione dello sviluppo e del rilancio produttivo di settori e stabilimenti che rappresentano un'impor- tantissima risorsa strategica per il Paese, salvaguardando al contempo i livelli occupazionali.
(2-00074) «Nardella, Rughetti, Richetti, Rosato, Salvatore Piccolo, Manfredi, Bonifazi, Simoni, Bonafè, Boschi, Fossati, Ermini, Donati, Dellai, Parrini, Manciulli, Fanucci, Cenni, Bini, Fontanelli, Lotti, Senaldi, Palma».
(4 giugno 2013)

 

(Orientamenti del Governo in merito al piano di riorganizzazione di Selex Es, al fine di salvaguardarne la produzione e i livelli occupazionali, con particolare riferimento agli stabilimenti di Campi Bisenzio (Firenze) – n. 2-00074)
  PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Nardella n. 2-00074, concernente orientamenti del Governo in merito al piano di riorganizzazione di Selex Es, al fine di salvaguardarne la produzione e i livelli occupazionali, con particolare riferimento agli stabilimenti di Campi Bisenzio (Firenze) (Vedi l'allegato A – Interpellanze urgenti).
Chiedo alla deputata Giovanna   Palma se intenda illustrare l'interpellanza, di cui è cofirmataria, o se si riservi di intervenire in sede di replica.
  GIOVANNA PALMA. Signor Presidente, buongiorno, onorevoli colleghi, innanzitutto ringrazio il rappresentante del Governo per l'attenzione che vorrà dare al tema che sottopongo oggi dall'Aula. Parliamo della Selex, un sistema industriale dell'elettronica per la difesa e le telecomunicazioni, che fa capo a Finmeccanica e che occupa in tutta Italia, in vari stabilimenti, centinaia di persone.
C’è grande preoccupazione tra i lavoratori, soprattutto tra   quelli di Selex Galileo e Selex Elsag, entrambe nei loro settori aziende leader per posizione di mercato e tecnologie. Un piano di riorganizzazione e razionalizzazione del gruppo individua ben 2.529 esuberi complessivi, di cui 1.938 solo in Italia, e la chiusura di circa 25 stabilimenti in Italia e in Gran Bretagna.
Sono numeri molto significativi, soprattutto   in un momento di grande crisi economica come quello che stiamo già vivendo, numeri che attivano sentimenti di angoscia profonda nei lavoratori e nelle loro famiglie. Non sono ancora ben definiti i contorni delle scelte strategiche e, quindi, non sono individuabili con precisione i luoghi dove andranno ad abbattersi questi tagli occupazionali.
C’è preoccupazione negli insediamenti dell'area fiorentina, dell'area dell'amiata, oltre che a Pisa, a Cecina e a Bologna. Ma, soprattutto, c’è anche preoccupazione nel Sud, nell'area metropolitana di Napoli, in particolare a Capodichino, a Giugliano in Campania, Ponte Riccio e a Bacoli Fusaro. Qui ci sono insediamenti storici di Finmeccanica, dell'ex Selenia, poi Alenia, poi in parte Selex. Sono stabilimenti già fortemente provati nell'ultimo decennio da tagli, prepensionamenti e riduzioni di organico. Il sito del Fusaro, nel 2012, aveva in organico ben 550 dipendenti: sono usciti dall'azienda per esodo incentivato 85 unità e con l'attuale piano di mobilità altre 113 lasceranno anticipatamente l'azienda entro i primi mesi del 2014.
Inoltre, il piano di riassetto dei siti campani   della Selex prevede la chiusura dello stabilimento di via Capodichino, portando i 60 dipendenti al Fusaro. Infine, lo stabilimento di Giugliano: all'inizio del 2012 aveva in organico ben 470 dipendenti, all'inizio del 2014 ve ne saranno 320, con un saldo negativo di ben 150 unità. A tutti questi vanno aggiunti i contraccolpi sull'indotto: le società di sviluppo software, le società di vigilanza e la stessa mensa. Si calcolano circa 200 posti di lavoro in meno. Si perdono quindi salari, si gettano famiglie nell'angoscia e soprattutto si tagliano le ali al futuro.
Il polo napoletano, come quello toscano,   sviluppava, infatti, competenze e innovazioni, e così costruiva anche una prospettiva territoriale. In Campania, la Selex, nell'ottica di sviluppare nuovi prodotti, aveva costruito nel 2012 un contratto di programma con la regione con lo scopo di far evolvere i due siti verso le nuove tecnologie, coinvolgendo tutta la filiera delle piccole e medie imprese e dei centri di ricerca: un'operazione per 40 milioni di euro con un finanziamento pubblico pari al 70 per cento. Questa era una prospettiva che seminava fiducia e ottimismo sul territorio. La notizia, invece, di un nuovo ridimensionamento fa arretrare questa prospettiva. Lo smantellamento diventa anche la smobilitazione di una speranza, per una zona dove la mancanza di lavoro si salda ad un disagio sociale già significativo.
Noi ci facciamo interpreti di   questa situazione di profondo disagio e per questo la rappresentiamo qui al Governo chiedendo se e come intenda operare sulla vicenda, tenendo presente l'obiettivo di garantire che le scelte di Finmeccanica vadano nella direzione dello sviluppo, del rilancio produttivo, della tutela dei settori e stabilimenti, che non solo danno lavoro e fiducia a territori già piegati dalla crisi, ma rappresentano anche un'importantissima risorsa strategica per il nostro Paese.
  PRESIDENTE. Il Viceministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, ha facoltà di rispondere.
  CARLO CALENDA, Viceministro dello sviluppo economico. Signor Presidente, gentili deputati, il 1o gennaio 2013 è stata costituita la Selex Electronic Systems attraverso la concentrazione delle attività di Selex Galileo, Selex Elsag e Selex Sistemi Integrati. L'obiettivo della sua costituzione è il perseguimento di un miglior posizionamento competitivo nel settore di riferimento. La finalità della nuova azienda è quella di essere un forte punto di riferimento per i clienti ed i partner, offrendo eccellenza tecnologica nei sistemi elettronici e soluzioni per garantire maggiore sicurezza e efficienza alla comunità.
Per raggiungere questo obbiettivo, Selex ha   avviato un percorso finalizzato a una politica di investimenti mirata allo sviluppo di nuovi prodotti e al mantenimento di quelli core; la realizzazione di economie di scala necessarie a raggiungere la massa critica per poter competere sul mercato globale; un piano di riorganizzazione aziendale orientato a creare un'azienda snella, efficiente e maggiormente competitiva. L'azienda, al fine di concretizzare gli orientamenti strategici su indicati e per supportare quanto previsto dal piano industriale, sta già intervenendo sulle seguenti aree: razionalizzazione del portafoglio prodotti, per aumentare la profittabilità, la competitività e la crescita sostenibile della società; ottimizzazione dell'ingegneria e della produzione, focalizzandole su centri di eccellenza ed internalizzando le attività pregiate; efficienza negli acquisti; ottimizzazione delle strutture di staff, attualmente distribuite in ben 39 siti in Italia; razionalizzazione dei siti, dunque, per evitare la dispersione e le sovrapposizioni esistenti, che riducono sensibilmente la capacità competitiva dell'azienda; il dimensionamento degli organici, in Italia, con un intervento in due direzioni: la riduzione strutturale delle risorse indirette e l'efficienza operativa dei diretti.
In particolare, il piano   di ridimensionamento degli organici è condizionato, a giudizio dell'azienda, dal raggiungimento dei target di acquisizione degli ordini nel periodo del piano industriale 2013-2017.
Sulla base di tali orientamenti è iniziato   con le organizzazioni sindacali un confronto che ad oggi ha prodotto i seguenti risultati: accordo di protocollo firmato, all'inizio del confronto, con le organizzazioni sindacali sul piano industriale (il 20 febbraio), nel quale l'azienda si è impegnata a non intraprendere nessuna azione unilaterale senza il preventivo confronto con i sindacati; accordo con Federmanager e la RSA dei dirigenti per la riduzione di 120 dirigenti in tre anni; accordo per la collocazione in mobilità di 810 unità; accordo per la chiusura di quattro siti in Italia.
Il confronto con i sindacati sta proseguendo costruttivamente e   sono stati calendarizzati ulteriori incontri di approfondimento di cui l'ultimo, in ordine di tempo, è stato effettuato lo scorso 23 aprile.
L'azienda,   parallelamente al confronto nazionale, sta effettuando incontri sindacali a livello territoriale per illustrare nei dettagli il piano industriale e il Ministero è in costante contatto con le regioni interessate.
Relativamente   alla gestione degli esuberi, l'azienda, pur in un quadro giuslavoristico che riduce di fatto gli ammortizzatori sociali, è interessata a concordare con i sindacati l'utilizzo di tutte le leve che consentano di limitare significativamente il disagio sociale dei dipendenti interessati.
Premesso   che, al momento, per volontà delle parti, si è deciso di non aprire un tavolo nazionale presso il Ministero, lasciando all'autonomia, appunto, delle parti la ricerca di una soluzione condivisa, nel caso in cui la vicenda non pervenisse ad una soluzione positiva e condivisa, in termini di produttività ed occupazione, il Ministero è a disposizione per svolgere un ruolo più attivo per favorire la ricerca di una soluzione a tutela dell'occupazione e della competitività dell'azienda e del settore nel suo complesso. Grazie.
  PRESIDENTE. Il deputato Nardella ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
  DARIO NARDELLA. Signor Presidente, ringrazio il Governo per questa risposta che tocca molti aspetti dell'interpellanza che è stata illustrata dalla collega Palma. Tuttavia, vi sono, a mio avviso, alcuni elementi che vale la pena sottolineare.
Anzitutto, mi permetto di ricordare che stiamo parlando di   una delle aziende più importanti del gruppo Finmeccanica che, a sua volta, è il primo gruppo industriale italiano per investimenti nell'alta tecnologia, in attività di ricerca e sviluppo, nonché il secondo gruppo manifatturiero italiano.
Sono dati noti, ma dati che alla luce della crisi economica   italiana, una crisi nella quale la crisi manifatturiera è l'elemento di gravità maggiore, ci allarmano in maniera particolare. Del resto, sappiamo anche che l'impegno dello Stato in un gruppo così rilevante porta il Governo ad una responsabilità ancora maggiore poiché si tratta di risorse pubbliche che convergono su un gruppo che ha un mercato di riferimento internazionale.
Siamo anche noi al corrente, come è stato testé ricordato, della   trattativa in corso con i sindacati e ci auguriamo che questa possa concludersi al più presto e positivamente. Del resto non vogliamo entrare negli aspetti di merito della trattativa stessa, che non sono di nostra competenza. Tuttavia, vorrei far notare al Governo che nel piano industriale che è stato presentato dall'ingegner Giulianini, a capo del nuovo gruppo di Selex, si parla di un impegno di investimenti di un miliardo di euro in cinque anni.
Ebbene, per   una azienda che ha come prospettiva la crescita di un fatturato da 3,6 a 4,2 miliardi nel 2017, significherebbe che lo stock totale di investimenti corrisponderebbe ad appena un ventesimo dell'impegno complessivo su cinque anni. Un ventesimo rispetto al fatturato immaginato.
Stiamo parlando di 200   milioni di euro all'anno: 200 milioni di euro all'anno per un gruppo di queste dimensioni, con i numeri che sono stati ricordati dalla collega Palma, sono una cifra a nostro avviso non adeguata a corrispondere a quegli obiettivi strategici di rilancio.
Stiamo parlando di un gruppo che interessa 12 regioni del   nostro Paese; stiamo parlando di un gruppo che tocca proprio quei settori che ieri il Ministro Zanonato ha voluto ricordare di fronte alle Commissioni congiunte di Camera e Senato, vale a dire l'innovazione tecnologica, la valorizzazione delle alte professionalità, i rapporti con il mondo della ricerca e dell'università, la capacità del nostro Paese di rilanciare l’export manifatturiero ad alto valore aggiunto nel mondo. Stiamo parlando di un gruppo che «incrocia» il cuore di un progetto di rilancio del Paese; e non possiamo credere che questo progetto così ambizioso possa basarsi su un investimento di 200 milioni all'anno per cinque anni.
Chiediamo quindi, e ci aspettiamo   che il Governo sia non solo uno spettatore passivo, ma un attore, come è stato anche ricordato, ma con ancora più convinzione, dinamico accanto a questa azienda, che possa affiancarla rafforzando l'impegno anche in termini economici, dando all'azienda stessa la possibilità di sviluppare politiche più coraggiose.
Perché ? Perché è chiaro che la razionalizzazione non può essere un   aspetto meramente quantitativo. Ci aspettiamo che non vi siano impatti negativi sui costi sociali, e che soprattutto in questa riorganizzazione si possano sottolineare, valorizzare le competenze, le vocazioni naturali dei vari siti, in Campania come in Toscana, in Liguria come in Lombardia e nel Lazio.
Ma per   far questo il Governo sa bene che non si possono tralasciare alcuni punti di fondo, e mi avvio a concludere. Non possiamo più commettere errori che sono stati commessi, come nel caso del bando indetto dall'Agenzia spaziale italiana per la realizzazione del satellite ottico Opsis, che ha di fatto escluso in particolare, con i criteri, la Selex Galileo di Campi Bisenzio, azienda fiorentina appunto parte di questo gruppo, leader internazionale nella realizzazione di satelliti.
Così come ci aspettiamo che vi sia un impegno   definitivo, chiaro sul progetto Tetra: un progetto di sicurezza nazionale che si aggancia ad un piano europeo di copertura del nostro territorio, che ha delle forti implicazioni non solo sulla sicurezza dei cittadini, ma sull'applicazione delle nuove tecnologie per gestire operazioni di sicurezza nei nostri territori. Non vorremmo che il progetto Tetra diventasse il caso del ponte dello Stretto di Messina nel mondo delle nuove tecnologie. È un progetto che è stato avviato: l'anno scorso il Parlamento è riuscito a garantire, con l'accordo del Governo, 10 milioni nel 2013, 50 nel 2014, ma sappiamo bene che questa è una piccola boccata di ossigeno che serve solo a far sopravvivere questo progetto, ma non traccia una prospettiva definitiva per un sistema che deve riguardare tutto il territorio nazionale, e non soltanto specifiche aree.
Pertanto – e chiudo   davvero – ci aspettiamo che il Governo sia parte attiva nel garantire maggiori risorse, proprio in virtù di quel piano di politica industriale che il Ministro Zanonato ha evidenziato di fronte alle Commissioni congiunte. Ci aspettiamo che la razionalizzazione non si muova come un'accetta su numeri, ma che sia in grado di valorizzare i siti; per quanto mi concerne, ovviamente, la preoccupazione maggiore riguarda il caso toscano e del sito dell'area metropolitana di Firenze, dove è in prospettiva la chiusura per un accorpamento. Ci aspettiamo pertanto che questa razionalizzazione venga fatta non con l'idea di giocare in difesa, ma con l'obiettivo di giocare in attacco, per un rilancio che sappia davvero valorizzare a livello internazionale le capacità professionali che molti dei siti del gruppo Selex sono in grado di assicurare.
Saremo vigili, sono   molti i deputati interessati a questo tema perché come ho ricordato sono molte le regioni toccate da questo obiettivo.
Pertanto, ringraziamenti al   Governo, ma anche l'assicurazione che seguiremo con estrema attenzione gli sviluppi, non solo dal punto di vista delle scelte del management ma dal punto di vista dell'impegno del Ministero dello sviluppo economico accanto all'azienda.

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