All’evento, moderato da Marzio Fatucchi del Corriere Fiorentino, parteciperanno il Segretario Nazionale della Fiom Cgil Maurizio Landini, il Segretario delle tute blu fiorentine Daniele Calosi e Marcello Corti della Segreteria della Cgil di Firenze.
Se le diseguaglianze crescono, la recessione non si ferma, i governi traballano e i padroni chiudono, delocalizzano, ricattano, come si fa a restituire al lavoro la centralità che pure la nostra Costituzione proclama nel suo primo articolo? E qual è il ruolo del sindacato in questi nuovi scenari? È vero che la classe operaia non esiste più, che la sua rappresentanza è in crisi, che non ci possiamo più permettere lo stato sociale e le garanzie che abbiamo conosciuto negli scorsi decenni (e che erano state conquistate, appunto, grazie a dure lotte sindacali)?
In questo libro, Maurizio Landini affronta i nodi irrisolti della realtà italiana. Partendo dalla crisi, dalla rabbia sociale, dalle condizioni del paese, della gente, dei lavoratori e passando per l’impotenza della politica, la sottovalutazione dei media, le logiche perverse dell’economia finanziaria e globalizzata, Landini tenta di proporre una visione alternativa al pensiero unico liberista. Una visione che passa attraverso diritti da difendere (non solo quello al lavoro, ma anche alla salute, alla scuola e al welfare in generale), precarietà e disoccupazione da combattere anche grazie a un reddito di cittadinanza, ma soprattutto attraverso un investimento massiccio in democrazia, cominciando dal sindacato. “Noi oggi siamo impegnati in primo luogo nella costruzione di un sindacato democratico e nella riunificazione del lavoro.[...] Così a chi periodicamente mi chiede perché non mi impegni di più in politica – o più prosaicamente ‘perché non ti candidi’ – rispondo che la Fiom è già in campo da anni e grazie alle lotte dei metalmeccanici siamo diventati un punto di riferimento anche fuori dal mondo del lavoro: spesso giovani, precari, lavoratori di altre categorie e tanti cittadini ci chiedono ‘come si fa a iscriversi alla Fiom non essendo metalmeccanici’.”
"E' utopia -si chiede Landini- proporre una ricostruzione politica, sociale e culturale che oggi nel nostro paese può suonare come una rivoluzione? Forse, ma ci sono fasi storiche in cui senza utopia non si va da nessuna parte. Il problema è capire se nella pratica quotidiana, nella passione e nei punti di vista che mettiamo in campo, siamo in grado, qui e ora, di costruire una simile rivoluzione. Per cambiare la società e il quadro politico. Con la forza del lavoro."