Loro intenzione è portare a conoscenza della popolazione una lotta che dura da mesi ed esprimere tutte le loro preoccupazioni e la rabbia verso una situazione difficile.

Scioperano da metà luglio perché non hanno percepito le retribuzioni di maggio e di giugno, ma soprattutto per la totale incertezza di quello che sarà il loro futuro lavorativo in quanto pesa sull'azienda un'istanza di fallimento che ha portato il Giudice, nella prima udienza, a concedere alla proprietà 60 giorni di tempo entro i quali presentare un piano di rilancio.

Il termine previsto scadrà la prossima settimana, pertanto il Tribunale prenderà una decisione. 

"In officina il lavoro è fermo, mancano anche le materie prime e si teme che, date le condizioni, sia impossibile una ripresa del lavoro e si arrivi al fallimento" avverte Paolo Mugnai della Fiom Cgil di Firenze.

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