Se così fosse la Fiom Cgil auspica che tale offerta si palesi al prossimo incontro che si terrà presso il Ministero dello Sviluppo Economico, probabilmente il 14 gennaio prossimo.

Qualora comunque dovessero essere i belgi di Bekaert, la Fiom invita Fim e Uilm a verificare in sede europea presso la Commissione Antitrust se sussistono tutte le condizioni di acquisizione, come facemmo nel 1993 verso l'interesse di Dresser per il Nuovo Pignone, poiché oggi come allora, si trattò di una multinazionale concorrente europea. Come Fiom ci siamo già mossi in tal senso verso la C.E.S., la Confederazione dei Sindacati Europei, organizzazione alla quale aderiscono pure Cisl e Uil.

In sede ministeriale, chiunque sia l'eventuale acquirente, compito di tutto il sindacato dovrà essere quello di ottenere sia dal cedente (Pirelli), sia dall'eventuale acquirente, un Piano Industriale che dia le garanzie produttive, occupazionali e di sviluppo dello stabilimento italiano di Pirelli.

Come metalmeccanici della Cgil ci preme inoltre sottolineare che Pirelli è una multinazionale italiana e che ha tutte le caratteristiche per fornire tali garanzie".

Daniele Calosi

Segretario Generale Fiom Cgil Firenze

 

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