
“Siamo convinti” prosegue Galantini “che la scelta di andare verso una nuova concezione di sviluppo e di mobilità sostenibile sia auspicabile per Firenze e per i suoi abitanti.
Questa decisione, unita al piano presentato dal Vicesindaco Nardella “FirenzElettrica” che riguardo al trasporto pubblico mira a far circolare per il centro storico solo mezzi elettrici, va non solo nella direzione di mantenere i posti di lavoro per autisti e manutentori, ma anche crearne di nuovi. Riteniamo pertanto che se Ataf procederà alla recessione del contratto stipulato con Tecnobus, l'azienda fornitrice e manutentrice dei veicoli elettrici, a causa della somma richiesta per la manutenzione, dovrà farsi carico dei tre dipendenti attualmente impiegati nel servizio.
Chiediamo dunque all'azienda di trasporti fiorentina di riportare anche sulle linee C1 e C3 veicoli ad impatto zero e di salvaguardare le professionalità degli operai che già operano nell'assistenza meccanica ed elettrica dei bus. Il miglior modo per dimostrare che Ataf crede in questo piano è salvare le maestranze che da tre mesi continuano a garantire assistenza per un servizio che verrà implementato, per di più senza percepire stipendio a causa del ritardo nei pagamenti che proprio Ataf riporta verso la Tecnobus, ormai prossima alla chiusura.
Certi che tale operazione interessi anche all'Amministrazione Comunale, chiediamo a questa l'impegno ad assicurare che tale passaggio non lasci a piedi nessuno, lavoratori per primi".