"Il piano dell'azienda prevede 76 lavoratori in esubero, trasferimenti da Firenze a Genova per 22 addetti della ricerca, l'esternalizzazione della parte riguardante la produzione e i magazzini che coinvolge 50 lavoratori, la cassa integrazione straordinaria per 120 unità a partire dal 1 luglio e la costituzione di due nuove società su due rami d'azienda che conteranno rispettivamente 25 e 47 lavoratori" afferma Daniele Collini della Segreteria della Fiom Cgil di Firenze che prosegue:
"Per la sede di Firenze questo potrebbe tradursi in una perdita di 60 posti di lavoro rispetto agli attuali 227, col rischio che vadano perse anche funzioni strategiche nel settore della ricerca e dell'innovazione. A nostro avviso questo non è un piano industriale, ma un piano finanziario volto solo a ridurre i costi. Siamo preoccupati per il personale, anche perché l'azienda non ci dice come intende andare avanti. Il rilancio di un'attività industriale non si ottiene con sole operazioni di cassa, né seguendo modelli di multinazionali poiché Esaote non è una multinazionale né per dimensioni né per organizzazione e struttura".