Le proposte avanzate da Fiom Cgil, come ad esempio riunire in una sede unica le due attuali sedi oppure far lavorare le persone attraverso il telelavoro (come del resto già accade a Padova), hanno però trovato una chiusura totale da parte dell'azienda, che, nell'incontro tenutosi questa mattina in Provincia, ha ribadito l'intenzione di aprire una procedura di mobilità per cessazione di unità produttiva oppure, come soluzione alternativa, il trasferimento dei lavoratori nella sede operativa di Padova.
Moreno Razzolini per la Fiom Cgil di Firenze commenta: “Per poter continuare a svolgere il loro lavoro, i dipendenti si dovrebbero trasferire a Padova; ci troviamo di fronte a un ricatto, in quanto non è stata data dall'azienda nessuna vera alternativa!”.
Domani pomeriggio si terrà un'assemblea con i lavoratori, in cui verrà riportato quanto emerso dall'incontro di oggi, mentre un nuovo confronto con l'azienda avrà luogo il 24 settembre.