28.05.2013 Roma - Il coordinamento nazionale odierno di Fim, Fiom, Uil su Selex Es è stato l'ennesima delusione.

Nella proposta di modifica alla bozza di Piano Industriale che Finmeccanica ha presentato, latitano ancora riferimenti precisi sui risvolti occupazionali dati dalla chiusura dei 22 siti produttivi, tra i quali è ormai certo che rientra lo stabilimento fiorentino di Via Barsanti, scomparso dal piano che, per la Toscana, fa riferimento solo a Campi Bisenzio.

“Ci hanno presentato i principali programmi di investimento dandoci un'idea di quelli che saranno i principali siti da essi coinvolti ma le specifiche linee di prodotto che riguarderanno i singoli stabilimenti non sono ancora note” sostiene Fini della Fiom di Firenze che continua: “non possiamo condividere un piano che indica linee di business ma non definisce né i prodotti derivanti né le ricadute sugli esuberi che inevitabilmente ne risulteranno. Noi mettiamo al centro le prospettive dei lavoratori, non il profitto dell'azienda.”

Il gruppo dirigente di Selex Es presenta inoltre un nuovo sistema di relazioni industriali strutturato su due livelli: un Comitato Strategico composto dai soli coordinatori delle oo.ss. nazionali, da riunire due volte l'anno con facoltà di esprimersi sull'andamento economico dell'azienda, ed un coordinamento delle Rsu, con titolarità negoziale, che la Fiom fiorentina ritiene oltremodo negativo: “Tale sistema fa sì che le Rsu aziendali non abbiano autonomia e non siano coinvolte in qualsiasi tipo di decisione.”

Ulteriori sviluppi sono attesi a partire dal prossimo appuntamento, previsto per il 6 giugno prossimo.

 

Submit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

 

 



iMec giornale metalmeccanico