La manifestazione è stata indetta da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della piattaforma unitaria con la quale le tre confederazioni avanzano le loro proposte e per chiedere al governo di aprire un confronto serio e di merito sulle scelte da prendere per il Paese.

Creazione di lavoro di qualità, investimenti pubblici e privati a partire dalle infrastrutture, politiche fiscali giuste ed eque, rivalutazione delle pensioni, interventi per valorizzare gli assi strategici per la tenuta sociale del Paese, a partire dal welfare, dalla sanità, dall’istruzione, dalla Pubblica amministrazione e dal rinnovo dei contratti pubblici, maggiori risorse per i giovani, le donne e il Mezzogiorno. Queste, in sintesi, le priorità di Cgil, Cisl e Uil per la crescita del nostro Paese. Temi che saranno al centro della mobilitazione del 9 febbraio.
Il concentramento dei manifestanti è previsto in piazza della Repubblica alle ore 9.00, dove partirà il corteo che raggiungerà piazza San Giovanni per il comizio conclusivo dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

PARTENZE PULLMAN DA FIRENZE E PROVINCIA CON ORARI

(per prenotare: tel 0552700549, per i pullman di Sesto-Borgo San Lorenzo-Empolese Valdelsa-Reggello/Casello Incisa contattare le rispettive sedi):
FIRENZE SUD Esterno Obihall ore 5:00
FIRENZE Ingresso Mercato Ortofrutticolo di Novoli ore 5:00
FIRENZE Parcheggio Coop Ponte A Greve ore 5:00
BORGO S. LORENZO Piazza M.L. King ore 4:30
SESTO FIORENTINO Parcheggio Metro ore 5:00
EMPOLI Parcheggio Nuovo Centro Coop ore 5:00
FUCECCHIO Piazza XX Settembre ore 4:45
CASTELFIORENTINO Parcheggio Stadio ore 4:45
CERTALDO Zona Mensa ore 5:00
POGGIBONSI Davanti alla Pretura ore 5:15
REGGELLO Piazza A.Moro ore 5:10 Casello Incisa ore 5:45

 

CGIL CISL E UIL Hanno presentato le proprie richieste al Governo e le hanno discusse con migliaia di lavoratori e pensionati. La Legge di bilancio invece non dà risposte, è miope e recessiva.

LAVORO E SVILUPPO Il lavoro si crea: abbiamo chiesto più investimenti pubblici, che aumentino occupazione e crescita. Gli investimenti in infrastrutture materiali, digitali e sociali sono uno strumento fondamentale di sviluppo, innovazione e rilancio del Paese. Ma la manovra non aumenta gli investimenti pubblici, anzi li riduce.

Il governo ha scaricato sulle nostre spalle il peso di 53 miliardi di tasse in più per il 2020 e 2021: o si trovano le risorse (con nuovi tagli) o aumenterà l’Iva (e altre tasse). In ogni caso pagheremo sempre noi e ci sarà poco o nessuno spazio per creare lavoro, per nuovi investimenti e per aumentare i salari nella pubblica amministrazione nelle prossime leggi di bilancio.

FISCO Vogliamo meno tasse su lavoratori e pensionati, che già contribuiscono al gettito Irpef per il 94,8%. Lotta all’evasione fiscale. La scelta del Governo invece è stata flat tax per gli autonomi, partite Iva e piccole imprese, che pagheranno meno dei lavoratori dipendenti e pensionati, oltre che nuovi condoni fiscali e rimozione del blocco degli aumenti dei tributi locali.

MEZZOGIORNO servono interventi che rilancino il lavoro e nuove produzioni che rispondano ai bisogni sociali. Nella manovra ci sono tagli consistenti alle risorse finalizzate al Mezzogiorno e misure "spot" a somma zero.

FEDERALISMO È necessario garantire i livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali dei cittadini in maniera uniforme sull’intero territorio nazionale a partire dall’istruzione e la sanità. Il Governo privilegia le Regioni più ricche e alimenta i divari territoriali, soprattutto al Mezzogiorno.

PENSIONI Vogliamo il superamento della legge Fornero, con flessibilità di uscita a 62 anni, 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età per tutti, pensione di garanzia per i giovani, tutela per le donne, risposte per lavori di cura, discontinui, lavori usuranti e gravosi. La manovra non determina un cambiamento strutturale del sistema previdenziale, introduce una soluzione temporanea che riguarda pochi. Si fa cassa (3,6 miliardi) bloccando la rivalutazione sopra i 1.522 Euro lordi, di chi è già in pensione!

POVERTÀ Per contrastare la povertà occorre mettere in campo un sistema che preveda strumenti di natura economica e il rafforzamento delle reti sociali. Occorre garantire il lavoro per uscire dalla povertà. La manovra cancella il Reddito di inclusione (REI) e utilizza le risorse per una misura “sostitutiva”, complicata nell'accesso e con forti elementi di iniquità, anche fiscale, che non contrasta la povertà minorile e non premia le persone con disabilità e quasi esclusivamente improntata all'inserimento lavorativo ma senza creare nuovi posti di lavoro.

SANITÀ È una vera emergenza in alcune aree del paese. Occorre aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale ed eliminare i super ticket, definire un piano di assunzioni e garantire un accesso equo e di qualità alle prestazioni in tutte le Regioni. Non ci sono risorse e risposte adeguate in manovra e il sistema sanitario è sottofinanziato.

ISTRUZIONE E CONOSCENZA L’istruzione, la formazione e la ricerca sono centrali per lo sviluppo del Paese e per rispondere alle disuguaglianze sociali. La manovra prevede forti penalizzazioni e tagli di risorse per i settori della conoscenza oltre alla insufficienza dei finanziamenti per i rinnovi contrattuali 2019-2021 dei lavoratori pubblici.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE La Pubblica Amministrazione rappresenta la cerniera tra cittadini, imprese e servizi, fondamentale strumento per la crescita e lo sviluppo del Paese. La manovra stanzia risorse insufficienti per il rinnovo dei Contratti pubblici, nessun piano straordinario di assunzioni, blocca il turn over e non prevede nessuna innovazione.

CGIL, CISL E UIL vogliono interventi per lavoratori e pensionati, per i giovani, per lo sviluppo e la crescita. Noi vogliamo futuro per il nostro Paese.

 

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