Sono ancora in tensione i 400 lavoratori di INSO e della controllata SOF, operanti nel settore della progettazione e costruzione di infrastrutture sanitarie, sulle quali da troppo tempo si sono riversati i problemi del gruppo capitolino Condotte d'Acqua SpA.

Sebbene a fine luglio i Commissari Straordinari di INSO ci abbiano informati della formalizzazione di un’offerta vincolante e non revocabile da parte di un primario soggetto industriale di comprovata solidità e che soddisfaceva i requisiti attesi, ad oggi, trascorso oltre un mese, nulla più ci viene comunicato in merito all’avanzamento della procedura di cessione. Ai primi di settembre aspettavamo aggiornamenti circa l'assegnazione dell'asta in base all'offerta.

Consci del fatto che la tempestività sia oramai l’aspetto fondamentale per ambedue le società del gruppo, INSO e SOF, che combattevano e combattono quotidianamente per portare avanti importanti progetti nel mondo della sanità, siamo in attesa del completamento dell’istruttoria presso il Ministero dello Sviluppo Economico, che avrebbe già dovuto esprimersi in merito al proseguo della procedura.

Pertanto, insieme alla RSU, chiediamo l’intervento della Regione Toscana per sollecitare il MiSE ad agire e portare a conclusione questa procedura che perdura da oltre due anni e mezzo, prima che la perdita di risorse e valore delle due società diventi irrecuperabile.

Per Stefano Angelini: “Occorre accelerare quanto più possibile, per questo sollecitiamo le istituzioni: se la proposta è soddisfacente si proceda all'assegnazione, se invece occorre un bando di gara che sia pubblicato e se ci fossero altri competitor che si facciano avanti. Per noi l'obiettivo è la tutela dell'occupazione. Sappiamo che le finanze dell'azienda hanno il fiato corto e che a breve devono partire commesse importanti, le quali hanno necessariamente bisogno di essere gestite da un soggetto industriale.”

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