Firenze, 20.11.2020- Ho letto con piacere l’intervista che ha rilasciato sul Corriere il Presidente di Confindustria Firenze, che lascia una riflessione su come cambiare il modello di sviluppo della Città di Firenze al termine di questa tremenda pandemia.

Ritengo che il tema degli investimenti sia prioritario, da questo punto di vista. Investimenti certamente nella struttura delle imprese, ma anche nei lavoratori: è necessario procedere nei tempi più rapidi al rinnovo dei Contratti Nazionali di lavoro, partendo da quello dell’Industria Metalmeccanica, che garantisca diritti e un aumento salariale in grado di aiutare a rilanciare i consumi. Una forma di investimento sulle persone, da accompagnare all’investimento sull’innovazione e sulla transizione economica verso un modello sostenibile, così come previsto anche con gli interventi dell’UE, a partire dal recovery fund e da quanto verrà messo a disposizione per la Green Economy. Proprio perché questa capacità d’investimento riguarderà tutte le aziende, come ha detto il Presidente Bigazzi, a partire da quelle piccole e medie, è perciò importante il rinnovo del Contratto Nazionale, lo strumento che unifica i lavoratori delle imprese meccaniche.

Per quanto riguarda le infrastrutture, ritengo invece che si debba fare una riflessione di più ampio raggio, e che ci si debba dare delle priorità, a partire dalla necessità di nuovi investimenti per la Sanità e scuola pubblica, prima che su infrastrutture impattanti e dannose, su cui la FIOM ha già dato la sua valutazione negativa. Dobbiamo garantire il Diritto alla Salute dei cittadini e dei lavoratori, così come il diritto all’Istruzione dei nostri ragazzi, prima di tutto.

L’idea di Modello di Sviluppo che abbiamo in mente per la nostra Città sarà fondamentale. Il modello turistico che ha stimolato la rendita nel centro di Firenze sarà difficilmente replicabile nel mondo dopo il Covid. La manifattura in generale, e quella metalmeccanica in particolare, possono aiutare a dare una risposta occupazionale ad un cambiamento dell’economia cittadina che dovrà spostarsi dal settore del Turismo ad altri settori, riscoprendo la nostra vocazione industriale. Per fare questa operazione abbiamo gli strumenti, come il Fondo per le nuove competenze. Chiediamo a Confindustria di impegnarsi a fare gli accordi per utilizzarlo, così da reimpiegare quei lavoratori che saranno espulsi dal settore del Turismo e dei Servizi.

Non chiediamo solo questo a Confindustria Firenze: chiediamo alle Istituzioni, a partire dalla Regione Toscana e dalla Città Metropolitana, di chiamarci ad un tavolo, congiuntamente alla Sezione meccanici della Confindustria fiorentina, per discutere assieme e confrontarci sulla quantità, sulla qualità e sulle modalità di verifica degli investimenti che arriveranno, su come e su ciò che dovremo produrre, e sugli impatti occupazionali positivi di questi progetti di transizione. I lavoratori vogliono essere attori fondamentali del cambiamento, per decidere insieme come si progetta questo nuovo Modello di Sviluppo per la nostra città, nell’ambito di un confronto vero e costruttivo, che colpisca la rendita parassitaria che ormai da troppo tempo attanaglia il centro di Firenze.

Da questa fase se ne esce assieme, e non da soli.

Daniele Calosi
Segretario Generale FIOM CGIL Firenze

 

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