Gli effetti della pandemia hanno accentuato i processi di una crisi del distretto industriale che va avanti da prima del 2008 e oggi pongono a tutti gli attori sociali la sfida di ripensare al nostro modello di sviluppo. Come Fiom di Prato, intendiamo dare il nostro contributo, tenendo conto da un lato della complessità dell'apparato produttivo locale e dall'altro iniziando a considerare Prato come ingranaggio fondamentale di un complesso industriale più ampio e virtuoso che da Firenze arrivi fino a Pistoia, con l'obiettivo di coesione e unione di tutti i lavoratori.

In quest'ottica abbiamo individuato alcune tematiche che riteniamo le fondamenta della ripartenza industriale, a partire dalla questione infrastrutture. Come già espresso nell'ambito della questione aereporto di Peretola: una grande opera non è necessariamente un'opera utile al territorio. Oggi, più che allora, è necessario investire per potenziare il trasporto pubblico locale e consentire una mobilità sostenibile di lavoratori e merci lungo la direttrice Firenze-Prato-Pistoia. Si tratta di una istanza che, in qualità di organizzazione sindacale, raccogliamo direttamente dai lavoratori della nostra categoria e che non può essere più rimandata.

Altro tema fondamentale è quello della costruzione di sinergie industriali in termini di area vasta, favorendo processi di trasferimento di conoscenze, competenze e di aggregazione di piccole realtà industriali con altre più strutturate. L'attuale frammentazione produttiva è un freno alla competitività di tutto il nostro territorio e occorre fare in modo che il nostro settore, nonché tutte le filere produttive del distretto, possano essere in grado di dialogare e attirare investimenti da realtà industriali diversificate, in grado di portare un valore aggiunto allo sviluppo di tutto il nostro territorio.

La questione più rilevante riguarda l'occupazione, il rischio di un massacro sociale è dietro l'angolo ed ha anche una data: 21 Marzo 2021. A Prato, come in tutto il territorio nazionale, ci sono migliaia di lavoratori che non hanno alcuna certezza sul futuro. Siamo consci che il blocco dei licenziamenti, purtroppo, difficilmente potrà essere prorogato per lungo tempo, ma assolutamente resta un priorità sociale, oltre che sindacale, almeno fino a quando non si dia avvio ad un processo di riforma complessiva del quadro degli ammortizzatori sociali e della Naspi. Siamo altresì convinti che, in questa fase, il Sindacato debba assumersi la responsabilità di essere un attore protagonista della transizione, che passa inevitabilmente dalla gestione del c.d. “Recovery Fund”. Aprire tavoli di confronto, territoriali e nazionali, per dare il nostro contributo ed indirizzare i fondi europei per: garantire adeguati livelli occupazionali; definire piani di ricollocazione dei lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro; investire nella reindustrializzazione dei settori maggiormente colpiti. In tal senso, come Fiom di Prato, abbiamo espresso la nostra disponibilità ad un confronto con le nostre controparti industriali e con le forze politiche territoriali, per quanto riguarda questioni relative al nostro settore, e crediamo che questa sia la via maestra per la CGIL tutta.

Segreteria Fiom Cgil Prato

08/01/2021

 



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